A kind of magic
Nei primi anni 2000 l’unica forma di intrattenimento dei teenager era la TV. Questa aveva tutto: le serie, i reality e l’attacco per la playstation. In quegl’anni ci furono grandi cambiamenti sia a livello globale che culturale. In tutto il mondo esce il primo film di Harry Potter: “Harry Potter e la pietra filosofale”. Il mago di Hogwarts era già molto famoso, ma l’uscita nelle sale del primo film cambiò tutto.
I film e i libri divennero un caso e le avventure scritte da J.K. Rowling hanno cresciuto intere generazioni. Nessuno però si sarebbe aspettato quello che poi è successo qualche anno dopo. Nei film e nei libri, gli studenti volano su delle scope, lanciano palle dentro degli anelli di diversa altezza e inseguono una pallina volante. E’ il quidditch. Alcuni studenti statunitensi decidono di praticare questo gioco apparentemente impossibile nella realtà in cui vivono. Dall’America, il quidditch supera l’oceano per arrivare in Inghilterra, dove ormai si gioca nei college. In Italia invece? Nel paese del calcio, dove qualsiasi ragazzino sogna per almeno una volta di diventare un grande campione, ci sono ragazzi e ragazze che che pensano ad altro. Leggono fumetti, realizzano cosplay e sono aggiornati sulle ultime uscite in campo tecnologico. Non vogliono diventare ricchi e famosi, vogliono solamente fare delle nuove amicizie.
Questo non è uno sport come tutti gli altri. Le squadre sono miste, la probabilità di tornare a casa con qualcosa di rotto è molto alta, e i giocatori sono obbligati a correre con un manico di scopa in mezzo alle gambe. Questo progetto parla dell’espansione del quidditch in Italia. Nato come un gioco per i fan di Harry Potter, è diventato uno sport per tutti.